TABU’ SFATATO. È IL MONDIALE DEL «NON DIRE GATTO…»

Rotta la maledizione dei rigori, l’Inghilterra sogna

Dev’essere stata una lunga notte di sbornie dalle parti di Trafalgar Square: dopo 12 anni l’Inghilterra raggiunge i quarti di finale a un campionato del mondo. Vi accede attraverso i calci di rigore, via resa ancora più impervia dai precedenti: i Leoni erano infatti reduci da una non invidiabile serie di 6 sconfitte consecutive dal dischetto maturate tra mondiali ed europei. Praticamente un incubo. Superato lo spauracchio, il morale è ora a mille: sognare si può.

Inghilterra-Colombia-625x350

Partita decisamente bruttina, bloccata e attanagliata nella morsa della paura. L’Inghilterra ha fatto qualcosina di più, onestamente non molto, rispetto a una Colombia sparagnina e rinunciataria, preoccupata solo a difendere e serrare i ranghi secondo i canoni del catenaccio più autentico. Se i colombiani avessero giocato a calcio almeno quanto hanno blaterato e strillato nell’isteria, forse forse ai quarti contro la Svezia ci sarebbero potuti andare loro. Ma guarda caso, a pallone, anziché con la lingua, si gioca di testa e di piede: il verdetto è quindi legittimo.

Dopo un primo tempo dettato dalla prudenza, nella ripresa il rigore di Kane ha rotto gli equilibri e spianato la strada alla giovane banda di Southgate. Tuttavia sappiamo ormai bene come questo sia il mondiale del Trapattoniano «non dire gatto…», ecco allora che nei minuti di recupero ai sudamericani è riuscito di fare tutto ciò che per tutto il resto della serata nemmeno avevano abbozzato: prima Pickford è volato a togliere dal sette una fucilata di Uribe, ma poi sull’angolo seguente è capitolato di fronte all’imperiosa incornata di Mina. Tutto da rifare. Nei supplementari gli inglesi hanno accusato la botta, la Colombia avrebbe avuto l’inerzia della gara dalla sua per sferrare il colpo del ko, ma ha commesso il gravissimo errore di non crederci abbastanza e limitarsi a non correre rischi ponendo fede nei calci di rigore. «Tanto gli inglesi soffrono la sindrome da dischetto» deve aver pensato qualcuno. Tuttavia gli incantesimi esistono anche per essere spezzati. Dopo un errore a testa,  tutto si è deciso al quinto rigore: Bacca si è fatto ipnotizzare da Pickford, Dier l’ha messa nel sacco. La Colombia torna a casa a rimuginare sui suoi errori, l’Inghilterra rompe il sortilegio maledetto dagli 11 metri e stacca il biglietto per i quarti.

Gareth Southgate guida una squadra giovane (26,1 anni di media, seconda solo alla Francia, 26,0), ricca di talenti non tutti per la verità ancora non in grado di esprimere a pieno il loro potenziale: ci riferiamo a Dele Alli e Sterling, due che la ricreazione se la concedono più lunga rispetto ai compagni. Il maggior merito dell’allenatore inglese ex centrale dell’Aston Villa è aver dato un’impronta e un equilibrio alla squadra. Il 3-5-2 garantisce copertura e assistenza a Kane al cui supporto gira il trottolino Sterling. Southgate non ama riflettori e clamori, facendo leva sul basso profilo gioca furbescamente al ribasso quando, nell’intenzione di non caricare di eccessive responsabilità la sua fresca e allegra brigata, sostiene che il vero obiettivo sarà il mondiale tra quattro anni in Qatar. Liberi di credergli, ma una volta che ti ritrovi ai quarti e il tuo prossimo avversario è sì rognoso, ma non insormontabile, a questo punto un pensierino all’appuntamento del 15 luglio con la storia allo stadio Luzniki ce lo fai eccome. Quattro anni sono lunghi, di mezzo c’è pure un europeo, forse è il caso di provare ad anticipare i tempi.

Questo è un mondiale apertissimo, un thriller che riserva colpi di scena a ripetizione, almeno quanto una di quelle serie in onda su Netflix che ti catturano e t’inchiodano per giorni al divano. Il tabellone dei quarti di finale appare molto sbilanciato: se nella parte a sinistra, Uruguay-Francia e Brasile-Belgio sono due confronti da tripla, sul lato opposto Croazia e Inghilterra, che affronteranno rispettivamente Russia e Svezia, sono seriamente indiziate a giocarsi un posto per la finalissima. Alla vigilia, si pensava a due outsider che potessero far bene, ma che una della due arrivasse fino all’atto finale era alquanto arduo da ipotizzare. Un paio di giorni per rifiatare, e nel weekend si ricomincia. Non vediamo l’ora.

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