UNA STORIA RISCRITTA

Cristiano Ronaldo ha cambiato la storia del calcio portoghese

Ronaldo come Puskas, anzi meglio. Con 85 marcature l’asso portoghese è il miglior realizzatore di tutti i tempi con la maglia di una squadra nazionale europea.  Come già accaduto due anni fa agli Europei, Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro da Madeira sta ora trascinando a suon di marcature il suo Portogallo al Mondiale.  I quattro gol finora all’attivo dei lusitani, portano la sua inconfondibile griffe. Viene da chiedersi dove potrà arrivare la squadra di Fernando Santos.

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Il Portogallo vinse l’Europeo di due anni fa in virtù delle prodezze del suo gioiello e di una difesa d’acciaio. I tre gol incassati contro la Spagna e i pericoli corsi da Rui Patricio contro il volonteroso, ma nulla più, Marocco rendono quell’acciaio non più inossidabile. Insomma, alla fine la differenza la fa sempre lui, perché  nel calcio le idee e l’organizzazione sono una gran cosa, il temperamento pure, ma se gli altri hanno il fuoriclasse e tu no, l’equilibrio è presto rotto. A 33 anni e nel pieno della sua maturità, Cristiano Ronaldo in questo senso sa sempre essere decisivo, letale per chi se lo trova davanti. Lo è con la maglia del Real (come Messi col Barcellona), ma sa esserlo anche con i colori nazionali (come Messi non riesce ad essere con la Seleccion Albiceleste).

Dai tempi di Eusebio in poi, il Portogallo ha sempre offerto un calcio spumeggiante, fatto di tecnica raffinata e classe cristallina in molte delle sue più pregiate perle. I modelli di estetica, ma non certo di pratica, lo hanno reso tanto bello e altrettanto perdente. Oltre agli elogi, sono rimasti i rimpianti  con le lacrime accompagnate dalla calda malinconia del fado. Il problema atavico è sempre stato rappresentato da un’endemica stitichezza sotto porta: una gran leva di gioco condita dall’altissimo tasso tecnico di alcune gemme del centrocampo, ha sempre stentato a trovare riscontro nei sedici metri, dove latitava un centravanti di pari livello: con tutto il rispetto, i vari Jordao, Fernando Gomes, Pauleta, e Nuno Gomes, non erano all’altezza di giocatori come Chalana, Alves, Paulo Sousa, Joao Pinto, Figo, Rui Costa. Ma Paulo Futre e Rui Barros, obietterete voi? Fantasioso e sfortunato talento purissimo il primo, una piccola saetta il secondo, non sono certo ricordati per essere stati due infallibili cecchini. Presto detto, quindi.

Mancava una cosa: Cristiano Ronaldo. Uno dei suoi meriti più grandi è quello di aver invertito la storia del calcio portoghese e averne rovesciato i canoni. Vede la porta, come i tre ragazzini la Madonna di Fatima, e s’illumina.  Doni  divini di madre natura.  Grazie a lui, il Portogallo non è più quel buon vino che alla distanza evaporava e ti tradiva, ma nel calice lo trovi più tannico e persistente che in passato con impennate di bouquet molto più elevate. Bravo l’enologo Fernando Santos a interpretarlo e miscelarlo. Dove arriverà, allora? Lontano di sicuro, quanto non lo possiamo sapere. Mica siamo veggenti. Diciamo che molto dipenderà dalla solidità che CR7 avrà alle sue spalle. Quella mostrata in queste due prime uscite suscita qualche perplessità, ma se Ronaldo continuerà a sfondare e dietro chiuderanno i confini, nulla sarà allora precluso. In fondo, due anni fa in Francia andò proprio così, non vi pare?

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