MONDIALE VIETCONG

Un mondiale intrigante. Le piccole fanno soffrire le grandi, ma siamo solo all’inizio

L’avvio di questo mondiale è più che promettente. Stadi meravigliosi (Putin ha investito ingenti somme per la vetrina della Madre Russia), partite tiratissime, grande equilibrio, assolutamente nulla di scontato se si esclude la tempesta con cui i padroni di casa davanti allo Zar si sono abbattuti sugli inermi e sprovveduti sauditi. Frutto della globalizzazione del pallone, il livello è oggi trasversale più che piramidale. Le distanze si accorciano, come le disposizioni in campo che tendono a rendere tutto più difficile per chi è votato a proporre.

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Tuttavia, spiegare certi risultati sorprendenti non può certo ridursi solo a questo. Specie nei primi turni le cosiddette grandi appaiono ancora un po’ imballate; molti loro pezzi pregiati mostrano muscoli zavorrati da una stagione estenuante. Le squadre di seconda fascia corrono con orgoglio e irriverenza su fresche ali di fosforo, sparando cartucce a raffica nel tentativo, peraltro riuscito, di attuare l’imboscata per centrare la qualificazione agli ottavi. Storie già viste: le truppe della superpotenza tenute sotto lo scacco della guerriglia Vietcong, insomma.

Se alla Francia è andata generosamente bene, la macchinosa Germania è così caduta sotto i fendenti dei messicani. Se l’Islanda ha messo a nudo le palesi contraddizioni dell’Argentina e del suo cervellotico allenatore, mezz’ora di gran Brasile non è bastata contro gli onesti carpentieri svizzeri. Spagna e Portogallo, o meglio Ronaldo, hanno regalato spettacolo, ma pure lì qualche ingranaggio da oleare c’è.

Calma e gesso. Siamo solo all’inizio. Via via, i valori reali prenderanno il sopravvento, qualche stella opaca alla prima uscita tornerà a brillare, ma non è da escludere l’imponderabile e che alla fine questo mondiale si riveli una bella favola, come già successo in passato. Chissà. Intanto, finché i grandi eserciti si guardano intorno, i Vietcong se ne stanno rintanati nella giungla pronti ad uscire e colpire. Bell’intrigo. Tutto da seguire.

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