GOD SAVE THE KANE

Piace la giovane Inghilterra.  Talento e freschezza. È un calcio di idee

C’è una novità. L’Inghilterra ha una squadra. Se tolta qualche eccezione, spesso nel recente passato non era stato così. I Leoni hanno fisicità (non è mai mancata); sventagliano fresco talento (più volte è mancato); ma soprattutto hanno gioco e geometria sul campo (tutta roba che manca da tempi biblici).

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Merito dell’uomo qualunque Gareth Southgate, ex difensore centrale dell’Aston Villa passato suo malgrado alla storia per aver sbagliato un calcio di rigore decisivo a Wembley nella semifinale degli Europei del 1996 contro i nemici di sempre, i tedeschi. Chiamato sulla panchina della Nazionale, doveva essere solo un traghettatore il buon Gareth, e invece si è guadagnato la stima e la fiducia di tutti a suon di risultati. Bella storia, la sua.

Presentatisi al mondiale con le sole luci di posizione accese, gli inglesi hanno tutto per lasciare una traccia. Il percorso è lungo, e dopo i modesti sarti di Panama la sfida con i talentosi belgi dirà dove potranno arrivare. Due tap-in di Harry Kane hanno intanto messo in cassa i primi tre punti; successo sofferto e acciuffato nel recupero grazie ad un’incornata del rapace angelo biondo del Tottenham, ragazzo perbene e nipote che le nonne di Sua Maestà vorrebbero avere a fianco all’ora del tè coi muffin.

Partita piacevole. Tra i moscerini di Volgograd l’Inghilterra è partita a razzo, ha costruito e sciupato molto, ma una volta sbloccato il risultato col suo uomo più atteso pareva destinata ad una sfilata sul carpet del The Mall. Poi una leggerezza di Walker severamente punita con un rigore, ha rimesso tutto in equilibrio. Da quel momento con i coriacei tunisini in trance agonistica tutti in trincea dietro la linea della palla, le cose si sono complicate e un po’ di brillantezza è venuta meno. I giovanotti di Southgate hanno avuto tuttavia il grande merito di non cedere dinanzi ai vecchi spettri, hanno insistito a spingere, e alla fine la loro tenacia è stata giustamente premiata.

Vittoria legittima, se del resto l’unico pallone che Pickford ha toccato in novanta minuti, è quello che andato a raccogliere nel sacco dopo il rigore. Insomma, c’è anche l’Inghilterra. God Save the Kane.

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