LA NOTTE DI MADONNA DI CAMPIGLIO, UN OMAGGIO AL GRANDE SCI

Il mito della Tre3: Alberto Tomba incorona Marcel Hirscher

La grandezza degli interpreti va commensurata al prestigio dei teatri dove esibiscono il proprio talento. I grandi compositori del passato raggiunsero l’apice incantando le platee in templi a loro consacrati. La stessa cosa vale per gli sport individuali: nomi come quelli di Tilden, Budge, Laver, Borg, Sampras, e ovviamente Federer manterranno un legame eterno con il giardino reale di Wimbledon. Lo sci non è da meno. Ne abbiamo avuta prova ieri a Madonna di Campiglio, dove  sul muro di ghiaccio del mitico Canalone Miramonti, Marcel Hirscher ha regalato al pubblico l’ennesima gemma, la quarantanovesima per la precisione, in Coppa del Mondo. L’uomo dei record (sette sfere di cristallo di fila) dista a una sola lunghezza da Alberto Tomba (50 vittorie in Coppa) il primo ieri a festeggiarlo e complimentarsi con lui.

Pentaphoto_113042_preview

Vincere fa sempre bene, ma farlo nei luoghi della storia vale doppio. Se Kitz e Wengen sono le accademie della velocità, se Alta Badia e Adelboden sono l’università del gigante, Madonna di Campiglio è la Sorbona dei pali stretti. Un muro su un fondo ghiacciato che non consente pause, roba da brividi. La Tre3 ha visto la Valanga Azzurra infilare 4 successi (memorabile la tripletta del 1976: primo Radici, secondo Gros, terzo Thoeni); Stenmark detiene il record di vittorie in virtù del pokerissimo; Tomba può fregiarsi della tripla e ben quattro piazze d’onore, mica poco. Oggi ambasciatore della pista, La Bomba ha acceso i cuori e le nostalgie dei bei tempi nel folto pubblico del parterre.

Gara straordinaria nella magica notte di Campiglio: quattro atleti in sette centesimi di secondo, emozioni incredibili, diciassettemila spettatori spalmati lungo il Canalone Miramonti e il vincitore che tutti aspettavano: Marcel Hirscher. Alla seconda affermazione in carriera sulla Tre3, si conferma il re dei pali stretti quest’anno: secondo slalom vinto su tre disputati in stagione, leader di Coppa del Mondo assoluto, 49 vittorie in Coppa (di cui 22 in slalom), basta così.  Si prende il lusso di bastonare il norvegese Kristoffersen (a caccia del tris a Campiglio), dinanzi al quale lo scorso anno si era dovuto spesso inchinarerelegandolo sul terzo gradino del podio. Secondo  a quattro centesimi lo svizzero Aerni, che ha accarezzato il sogno della prima vittoria in coppa del Mondo. Col talento che ha, siamo certi non tarderà a coglierla. La sfida tra Hirscher e Kristoffersen è rimandata sulle montagne a cinque cerchi coreane a febbraio, intanto però l’asso austriaco ha omaggiato Alberto Tomba (a lui era infatti dedicata questa edizione n. 64 nel trentesimo anniversario della sua prima vittoria sul Canalone Miramonti) andando a vincere alla sua maniera.

Chiusa in testa la prima manche, il furetto salisburghese ha rischiato di rovinare tutto nella seconda con due vistosi errori di traiettoria che stavano per metterlo fuori dai giochi. Soltanto il suo smisurato talento e la straordinaria forza mentale gli hanno consentito di rimanere in pista e conservare il primo posto. La rapidità dei suoi cambi fa impressione, la capacità di divorare i pali e e passarvi ad un centimetro pure. Uno spettacolo, un tributo alla bellezza dello sci. Unico rammarico, gli italiani: settimo Moelgg, nono Gross, pochetto, ma questo è ciò che passa il convento. Di meglio non c’è, non resta che accontentarsi. Preoccupa di più che giovani all’orizzonte ancora non se ne vedano. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...