LA BUCCIA DI BANANA

Rosatellum, tanto rumore per nulla

Negli starnazzi dell’aia parlamentare la confusione regna sovrana, sai che novità. Tra urla, denunce di complotti, c’è chi grida all’emergenza democratica e addirittura evoca lo spettro del ritorno al fascismo. L’indignato speciale Di Battista scende furioso in piazza, impugna il megafono, ma con la vena aperta gli si annebbiano vista e idee, sbaglia curva e stavolta succede che il vaffa degli ultrà se lo becca lui. Chi di vaffa ferisce…che magnifico contrappasso! Quelli di BLOB ringraziano e godono nel poter firmare l’ennesimo piccolo capolavoro. Dibba cuore e acciaio! Dibba cuore e acciaio! Cuore di un ragazzo che senza paura sempre lotterà. Nella foga, al pasionario è sfuggita una buccia di banana stesa sui sampietrini di Piazza Montecitorio e ci è scivolato sopra. Motivo del feroce contendere, il Rosatellum, argomento assai appassionate che affascina e coinvolge gli italiani quanto un sermone notturno di Gigi Marzullo.

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Il latino non porta fortuna alle nostre leggi elettorali. Tutto ebbe inizio col Mattarellum, poi venne il Porcellum, ovvero la “Porcata” come elegantemente la definì il suo autore Roberto Calderoli. Ed ecco allora a seguire la carrellata dei vari Consultellum, Italicum, Democratellum, Verdinellum, Speranzellum, Grechellum, Provincellum, Legalicum. Tutti impallinati e finiti al macero. Ora siamo alle prese con il Rosatellum sul quale sembrava poter essere raggiunto un punto di convergenza. Poi fiutato l’odore di zolfo dei franchi tiratori pronti all’agguato del voto segreto, il governo ha deciso di porre la fiducia. Nel merito, il Rosatellum prevederebbe un sistema di voto misto con turno unico e soglia di sbarramento al 3%. Preferivamo di gran lunga il Tedeschellum, la cui soglia stava al 7%. Tant’è. Alla fine avremo si o no uno straccio di legge elettorale con cui andare alle urne il prossimo anno? Ancora non è dato a sapersi. Nel caso passasse, il Rosatellum andrà con ogni propabilità al vaglio della Corte Costituzionale e sarà passibile di bocciatura, sempre che nel frattempo non ci si metta di mezzo il TAR del Lazio, che in questo pazzo paese pare godere di più credito che la Consulta.

Rosatellum, Rossettellum, o Bianchettellum, che sia, un sistema per andare a votare bisognerà pur trovarlo. Chiusi nel palazzo con le serrande abbassate, i nostri politicanti di mestiere fanno i conti di bottega senza guardare a cosa chiedono i loro clienti. Una legge alla fine, sicuramente pessima, l’avremo. Un conigletto uscirà dal cilindro magico della nostra politica. Il prodigio starà nel consentire a tutti un posticino in parlamento grazie ad una soglia bassissima, e poter continuare a tenere in ostaggio il governo che verrà in barba a un miserrimo 3% di suffragi. Ne verrà fuori una legge catenacciara, il NereumRoccum, disegnata per far perdere a qualcuno o perlomeno pareggiare (certo non vincere) le elezioni. Pena ne sarà ancora una volta l’ingovernabilità. A perdere saremo tutti noi, ma sai che gliene frega a questi. Tanto rumore per nulla, quindi. Questa, si sa, non è una novità. La buccia di banana del Dibba, tutto sommato sì. Meglio che niente.

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