IL SIGNOR TRANI, COCCODRILLO DI CASAMICCIOLA

Terremoto a Ischia, specchio di un paese senza regole

Fa il tatuatore il signor Gianni Trani di Casamicciola, comune dell’isola di Ischia colpito dal terremoto. Considerando che gli italiani negli ultimi vent’anni fai fatica a distinguerli dai Maori, mi auguro che l’attività gli abbia fruttato. Trani è in questi giorni al centro di polemiche e finito sotto le lenti della magistratura. La sua casa di Casamicciola è quella dalle cui macerie sono stati estratti salvi i fratellini che hanno commosso l’Italia. Loro stavano al piano di sotto, lui sopra. È venuto giù tutto. Una scossa del 3.6 ha scatenato l’inferno. In Giappone l’avrebbero scambiata per un colpo di vento, avrebbero chiuso le imposte e continuato beatamente a dormire. Lasciamo stare, sono dettagli ormai entrati a far parte della retorica. Il punto è che il secondo piano, dove abitava il signor Trani, non ci sarebbe dovuto essere. Non avrebbe proprio dovuto esistere. Non avendo presentato domanda, non avrebbe dovuto essere edificato, in quanto abusivo, come abusiva era la terrazza con tettoia al piano sovrastante. La miglior difesa è l’attacco. Lo diceva anche Sandro Pertini agli epici mondiali dell’82. Col pallone funziona, col mattone decisamente meno. Trani va all’offensiva avallando la sua difesa sul fatto di aver presentato due richieste di condono senza ricevere risposta. “Io faccio quel c’è da fare, tanto poi ci sarà il condono a mettere le cose a posto” deve aver pensato. Lo fanno tutti, quindi mica poteva essere lui lo scemo del villaggio.

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Il signor Trani è favoloso, fa breccia nel mio cuore da sempre refrattario al carrozzone burocratico. Tuttavia dimentica il signor Trani, che prima della burocrazia, verrebbe la legge. Comprendo siano concetti difficili da metabolizzare, ma gli chiedo un piccolo sforzo. Se si fosse attenuto alla legge, la sua casetta di Casamicciola sarebbe rimasta ad un piano e forse, sottolineo forse, sarebbe seppur scalfita ancora in piedi. Oltre alla concessione edilizia (piccolo dettaglio) ha omesso un’altra cosetta il signor Trani. Eccola: che materiali ha utilizzato per il suo abuso? Se la sua casa con una scossa da solletico ha fatto la fine del pan di Spagna nel cappuccino, vuoi vedere che un po’ di sabbietta tra un mattone e l’altro ce l’aveva messa…? Ischia è uno dei luoghi in Italia con la più alta concentrazione di abusi edilizi. Secondo il rapporto Ecomafie 2017 di Legambiente, nell’isola di Ischia – che ha una superficie di poco meno di 50 chilometri quadrati – ci sono 600 edifici in attesa di essere demoliti, mentre ben 27 mila domande di condono edilizio attendono di essere esaminate. Nel rapporto “Mare monstrum 2017“, realizzato sempre da Legambiente, Ischia viene inserita tra le quattro località con i più numerosi e peggiori abusi edilizi del paese. Uno scempio, uno dei tanti che si dipanano lungo la penisola. Un fenomeno così diffuso, non può che essere un fattore culturale. La legalità è vista come un impedimento, qualcosa che rende le cose più difficili. Una sostanziale rottura di palle, insomma, che val la pena di aggirare in modi spicci. Solo gli stupidi non lo fanno. Da sempre di Gianni Trani l’Italia ne partorisce a raffica, a tutte le latitudini. In barba al calo demografico, il Tranismo cresce a livelli esponenziali. Fa cose che non potrebbe confidando prima o poi nel perdono dello stato magnanimo (e compiacente). Se va bene i Tranisti vivono tutti felici e contenti come nelle commedie americane. Se invece, come ahimè spesso accade, va male, piangono e versano lacrime, tante lacrime. E io ingenuo, mi preoccupo e vado in ansia perchè pensavo i coccodrilli vivessero solo all’equatore. Ditemi che la colpa è del surriscaldamento del pianeta, vi prego. Buona domenica

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