DAVIDE BENDINELLI E QUALCHE OMBRA DI TROPPO

Dietro alla nomina di Angelo Cresco c’è lui

All’indomani della sconfitta elettorale alle regionali del 2015, sia pure con una dote di 7300 preferenze, l’ex delfino di Aldo Brancher Davide Bendinelli dichiarava: “Mi prendo un periodo sabbatico. Riprendo in mano le mie attività lavorative private. Devo completare la ristrutturazione del mio agriturismo a Garda in località Beati. Sono da tempo un imprenditore agricolo professionale che produce olio e vino. Poi aiuterò la mia famiglia nelle attività alberghiere dei due nostri hotel”. Bei propositi. Peccato abbia presto cambiato idea, e un anno dopo si sia ripresentato nell’agone vincendo le elezioni a Garda diventandone nuovamente sindaco, carica che aveva già ricoperto dal 2001 al 2010. “Sono stati i miei sostenitori a invitarmi a tornare sui miei passi” ha detto lui. L’impegno politico non gli ha fatto tuttavia abbandonare il progetto immobiliare intrapreso. Oggi ne deve però rispondere. Ottenute le agevolazioni agricole, è stato richiesto e ottenuto il cambio di destinazione. Progettato come agriturismo (in realtà non lo è mai stato) Ca’ Barbini è un resort a 4 stelle superior con tanto di camere di lusso, piscina, sauna, fitness e piantagioni di oliveti su una superficie calpestabile fino a cinque volte superiore a quella originaria. Anna Codognola, consigliera comunale di Garda, ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza ponendo la questione in questi termini: “sarà costato 5 milioni: dove li ha trovati? E poi come si fa a ottenere le autorizzazioni per un agriturismo che non è mai esistito e trasformarlo in hotel di lusso con camere a 200/300 euro a notte? La faccenda puzza”. Chiamato direttamente in causa, Bendinelli ha risposto di essersi finanziato attraverso la vendita di un appartamento e l’accesso al credito in banca. Finché non sarà fatta piena luce, c’è da credergli. Vedremo come andrà a finire.

bendinelli

Occupiamoci d’altro. Stupisce infatti come la carriera politica di Davide Bendinelli sia folgorante. Giovane, bello, e ricco, a nemmeno 43 anni la sua è una costellazione di successi: oltre alla fascia tricolore di sindaco di Garda, dal 1999 al 2004 è stato Assessore al Turismo della Provincia di Verona; dal 2004 al 2009 Assessore all’Edilizia e al Patrimonio della Provincia di Verona; alle regionali del 2011 con una valanga di voti è entrato in Consiglio Regionale con la carica di presidente della IV Commissione Consigliare. Il decollo è avvenuto grazie alla benedizione di Aldo Brancher (eclissatosi dopo la scure giudiziaria che lo ha abbattuto) di cui oggi Bendinelli è indiscusso erede in una sorta di dinastia del Benaco. Ma non solo: Bendinelli ha potuto contare sull’appoggio della senatrice Cinzia Bonfrisco, anche lei oggi sotto indagine, e del suo ex compagno ai tempi della bolla craxiana Angelo Cresco, l’esponente di spicco socialista caduto in disgrazia sotto il peso delle condanne ai tempi di Tangentopoli. Dopo aver condotto in condominio con Massimo Giorgetti (rapporto contraddistinto da una mal celata e talvolta imbarazzante reciproca antipatia) il coordinamento provinciale veronese di Forza Italia, il voto di giugno a Verona (Giorgetti sosteneva la Bisinella e il fratello), ha sancito l’ascesa del rampante sindaco di Garda a unico reggente. A onor del vero, il voto è stato avaro di soddisfazioni per Forza Italia. Poco ha preso, poco ha potuto pretendere al momento delle nomine. In un primo momento Bendinelli pareva destinato alla conduzione di Solori (quando arriva a casa son dolori!), salvo poi dovervi rinunciare in quanto la carica risulta incompatibile con quella di sindaco di Garda. Inizialmente il suo posto era andato ad Alessandro Colognato, anch’egli Forzista, il quale ha però subito rinunciato per “motivi personali”. La scelta è quindi ricaduta su Manuela Marchi, stimata vicepresidente dell’ordine dei commercialisti, ora nuovo amministratore unico dell’organismo esattoriale scaligero. In soldoni il bottino è magrissimo per Forza Italia, che porta quindi a casa una sola presidenza, e per di più di scarso peso. Come sono lontani i tempi di Brancher e dell’elicottero del cavaliere nel giardino della lussuosa villa di Bardolino…!

Una cosa c’incuriosisce. Bendinelli non è certo tipo che si dimentica dei vecchi amici. E a volte ritornano. Passando ai raggi x le vicende di questi ultimi anni emerge come in più di un’occasione il giovane leader abbia avuto a cuore le sorti di Angelo Cresco. Entrato in regione attraverso le trionfali elezioni del 2011, lo aveva già posto alla guida del consorzio di bonifica della acque della Garda. Adesso ha chiesto e ottenuto dal sindaco Sboarina la sua nomina a presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo. Sull’opportunità di questa investitura abbiamo già scritto. Cresco percepisce tuttora un cospicuo vitalizio come riconoscimento per le sue cinque legislature. Non potrebbe starsene tranquillamente a casa, togliendo tutti da un palese imbarazzo? Saremmo duri di comprendonio ma fatichiamo a capire certe dinamiche. E allora insistiamo. Vorremmo prendere la palla al balzo invitando il loquace Davide Bendinelli a spiegare e motivare la sua scelta. Ci permettiamo di fargli osservare che gioverebbe soprattutto a lui stesso. Dare risposte credibili e plausibili aiuta a scacciare più di qualche legittimo e antipatico dubbio.

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